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Rimasto unico custode di Palazzo Salastra, dopo il misterioso omicidio della contessa, il maggiordomo Astianatte veglia sulle antiche vestigia con cura e fedeltà, senza variare la routine di un tempo, anche se il personale da sovrintendere non è più quello una volta. Del resto tutto cambia, anche il paese intorno: è finita la guerra, l’Italia sta vivendo il suo boom economico, i ragazzi sperimentano i primi assaggi di libertà sessuale, il paesaggio muta drasticamente intorno all’antica dimora. Nelle sue stanze coperte via via dalla polvere Astianatte conserva un segreto, un segreto che tutti in paese conoscono, ma che non per questo è meno dolce. Perché nella soffitta c’è Ulrik...
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Il racconto si dipana attraverso il coinvolgimento diretto dei personaggi. È un espediente letterario, ma non solo. Ogni personaggio racconta e si racconta e, nello stesso tempo, entra in relazione con se stesso, mettendosi in discussione. Noi umani a volte perdiamo la dimensione della nostra natura. Nella storia delle persone è possibile cogliere i segnali di certe aberrazioni? Quando le emozioni incontrano le riflessioni, queste si rafforzano. Escono dalla freddezza del ragionamento e s’incuneano nella monotonia del dato per scontato. Sandro Cominardi è nato a Palazzolo sull’Oglio (BS) e vive a Bologna. Diplomato in psicometria, studioso di approcci psicoterapeutici e fondatore e operatore in comunità terapeutiche. Ha già pubblicato vari libri tra cui L’elefante nella gabbia del coniglio (Alberto Perdisa editore, 2005), Voltata di spalle (Il Filo, 2008), che ha ricevuto la segnalazione d’onore al XXVI Premio di Firenze e classificato terzo al concorso letterario internazionale “il Saggio”, Chiamami per nome (CLUEB Ed., 2011; scritto con una collega), Stanza N. 17 tre donne per caso (Edizioni Sensibili alle foglie, 2014).