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Deutschsprachige Schriftsteller, Philosophen und Literaturkritiker haben seit dem 18. Jahrhundert in vielfältiger Weise die schöpferische Auseinandersetzung mit der russischen Literatur gesucht, mit Autoren wie Turgenev, Dostoevskij, Lev Tolstoj, Cechov, Mandel tam, Majakovskij, Evtu enko. Dies hatte nicht nur Folgen für das Werk einzelner Autoren wie z.B. Rilke, Kafka, Brecht und Christa Wolf, sondern führte auch immer wieder zu Paradigmenwechseln in der deutschen Literaturgeschichte, etwa bei der Entstehung des Romans der Klassischen Moderne. Das Buch nimmt auch die Vermittlungsinstanzen wie Übersetzer, Verlage und Literaturkritiker in den Blick.
Solitudine, lacerazione e rivolta. Il romanzo sulla violenza della vita pensata, dove corruzione e innocenza sono ancora una cosa sola. Scritto da un uomo malato e insorto, reduce da quattro anni di lavori forzati e da una fi nta fucilazione, questo libro porta nella letteratura la vicinanza esplosiva alla propria anima e lo scorticamento, il trauma del pensiero e della coscienza che erompono dai corpi come presenze aliene.
Fëdor Dostoevskij, scrittore dal temperamento eccezionale e profondo conoscitore dell’animo umano, in Memorie dal sottosuolo (1864), libro che annuncia i capolavori della maturità, si dedica all’analisi spietata di una coscienza umana, senza risparmiarsi nulla e senza indietreggiare davanti alle verità più amare. Il romanzo è suddiviso in due parti: nella prima, “Il sottosuolo”, il protagonista – un uomo timido e senza mezzi – racconta la sua infanzia e la formazione della sua personalità più nascosta; nella seconda ripercorre gli episodi della sua vita che mettono in luce la sua nevrosi. La brutalità della vita sociale respinge sempre più l’io narrante nell’oscurità, dove arriverà a tormentare chi sta ancora più in basso di lui. Un esempio magistrale di introspezione, un viaggio in quel mondo interiore più inafferrabile che è anche il luogo dell’estrema libertà.
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Il 22 dicembre 1849 Dostoevskij, accusato di far parte di una società segreta sovversiva, stava per essere fucilato per ordine dello zar. All'ultimo momento la pena fu commutata in quattro anni di lavori forzati, da scontare in Siberia. Profondamente segnato nel corpo e nello spirito dalla deportazione, Dostoevskij rievocò gli anni di prigionia nelle Memorie di una casa morta (1861). Specchio artisticamente fedele della sua terribile esperienza e allo stesso tempo originale e potente opera d'arte, le Memorie segnano l'inizio della spietata indagine nelle tenebre dell'anima umana che porterà Dostoevskij, di lì a pochi anni, a scrivere capolavori assoluti come Delitto e castigo e I fratelli Karamazov. Il romanzo è preceduto dall'introduzione di Eridano Bazzarelli.
l Giocatore, indimenticabile romanzo breve o racconto lungo, venne dettato da Dostoevskij ad Anna Snitkina perché gli mancava il tempo per scriverlo. È la storia di un progressivo, inarrestabile impoverimento, non solo economico, ma anche, o innanzitutto, morale. Eppure, narrata con una certa dose di umorismo, si legge d'un fiato. E si fatica a credere che d'un fiato sia stata dettata. Dostoevskij, che guarì solo molto tempo dopo dal vizio del gioco, ebbe comunque l'accortezza di sposarsi la stenografa. - Giuseppe Culicchia
Il mite e umile consigliere Jakòv Petrovic' Goljadkin non è quelloche sembra: vive in lui un doppio, un "sosia". Il suo io non è un tutto compatto e unico, bensì un mobile e disintegrabile complesso di impulsi che possono scindersi in altri io, tra loro in alternanzae in conflitto. Il suo sosia non è semplicemente una persona tanto somigliante a lui da poter essere per lui scambiata, ma, come dice la parola russa dvojnik, È la proiezione di un io in un altro io autonomo rispetto al primo. Esistono nel romanzo due Goljadkin che si completanoin quanto totalmente opposti: uno timido e sottomesso, l'altrofurbo e arrivista. E Goljadkin, come spiega Vittorio Strada nell'introduzione, è la patologia dell'uomo qualunque, il primo gradino di quello 'sdoppiamento' che costituisce la malattia dell'uomo moderno".