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Ci sono opere che non «raffigurano» spazi ma li creano, ed è il caso di Paul Celan, che chiede alla sua poesia di essere ‘occupabile’, e tradursi, trasferirsi nella lettura altrui, modificandosi. In questo senso la sua poesia è dicibile come traduzione- interpretazione, dinamica ripetizione, rilettura del testo, nello spazio e nel tempo. I contributi italiani raccolti in questo volume cercano spazi materiali, memoriali, artistici, intermediali, didattici, geopoetici, biografici, psicanalitici, linguistici nella poesia celaniana, e ne aprono di nuovi a partire da questa. Ogni sette anni, nel 2014 a Roma come già nel 2007 a Napoli, abbiamo provato a fare il punto della riflessione recente su Paul Celan in Italia. Molti giovani studiosi si sono confrontati con qualche più esperto lettore e interprete (artistico, esegetico, poetico) di Celan, ed è emersa una vicinanza alla terra e alla materia, che anche quando è maceria combusta rimanda alla possibile ricostruzione in spazi che chiedono di essere aperti, districati e scoperti.
Nel corso dei suoi studi giovanili, Leopardi si avvicinò alla lingua ebraica tra la fine del 1813 e l’inizio del 1814, negli stessi mesi in cui avviò l’apprendimento del greco. Se però dei suoi studi classici si ha un quadro chiaro, del suo rapporto con l’ebraico si sa decisamente meno. La lingua veterotestamentaria esercita negli anni un’influenza silenziosa ma profonda, agendo carsicamente dalle prime prove di traduzione fino al Ciclo di Aspasia. Leopardi studia l’ebraico da autodidatta, affidandosi a grammatiche, lessici e bibbie poliglotte presenti nella biblioteca paterna; nel 1816 questa conoscenza libresca si misura con la traduzione dei Salmi e del Libro di Giobbe, senza...
Questo romanzo è basato sulla storia vera di una bambina che a soli tre anni voleva già morire. Ancor prima di aver sperimentato l’esistenza. Colpita da un sottile malessere, un’incomprensibile malinconia, incubi che non le danno tregua. Attecchiti come parassiti su una mente in via di formazione, affetta da un’estrema, ingestibile sensibilità. Da qui parte la condanna, il messaggio di fondo dell’opera contro certi media che non rispettano la fragilità dei giovani (ma anche dei meno giovani) con la messa in onda di immagini crudeli, raccapriccianti, violente. L’omicidio di suo padre le sconvolge ulteriormente la vita. Sarà proprio lei a dare una svolta alle indagini per scoprire l’assassino, convinto di aver compiuto il delitto perfetto. A questo punto il racconto si discosta dalla narrazione a sfondo psicologico, proseguendo su un binario parallelo che assume i connotati di un giallo. Riservando colpi di scena che lasciano il lettore col fiato sospeso in quel confine fra cielo e terra dove tutto è possibile. Se ci credi, lo vuoi e ci speri.
Die Kommunikationsform Brief erlangt in den Geisteswissenschaften wachsende Aufmerksamkeit, auch dank der sprunghaft wachsenden digitalen Erschließung der Quellen. Erst die Zugänglichkeit von Volltexten und Metadaten regt zu Fragestellungen über bislang oft durch Personaleditionen definierte kleine Korpora hinaus an. Dieser Band führt erstmals Perspektiven der Literatur- und der Geschichtswissenschaft mit denen von Historischer Netzwerkforschung und Digital Humanities generell zusammen. Vorgestellt werden Forschungsinteressen, Methoden und exemplarische Analysen einer datengetriebenen Briefforschung mit Schwerpunkten vom späten 18. bis zum frühen 20. Jahrhundert. Im Abgleich mit einer ...
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